Epicondilite (gomito del tennista): come trattarla e accelerare il recupero con l’elettrostimolazione
Dolore al gomito che compare quando stringi la mano, sollevi un oggetto o lavori al computer? Potrebbe trattarsi di epicondilite, conosciuta anche come “gomito del tennista”: una delle cause più comuni di dolore al gomito, spesso legata a movimenti ripetitivi e sovraccarico dei tendini.
👉 Anche se viene associata allo sport, questa condizione colpisce frequentemente chi svolge attività quotidiane o lavorative che sollecitano l’avambraccio e il polso. La buona notizia è che l’epicondilite può essere trattata efficacemente, soprattutto se si interviene nelle fasi iniziali. In questo articolo scoprirai:
✔️ cosa fare nelle diverse fasi dell’epicondilite
✔️ come alleviare il dolore rapidamente
✔️ come utilizzare l’elettrostimolazione per favorire il recupero
Epicondilite (gomito del tennista): perché fa male e come intervenire efficacemente
L’epicondilite, comunemente chiamata “gomito del tennista”, è un’infiammazione dolorosa dei tendini del gomito che colpisce non solo gli sportivi, ma anche chi svolge movimenti ripetitivi o posture scorrette nella vita quotidiana.
👉 Il dolore può diventare limitante, soprattutto durante semplici attività come sollevare oggetti o stringere la mano. La buona notizia è che esistono soluzioni efficaci per ridurre il dolore e accelerare il recupero. Il trattamento dell’epicondilite si basa su un approccio completo che combina:
✔️ riduzione dello stress sui tendini (con tutori specifici)
✔️ correzione dei gesti e delle posture
✔️ rinforzo muscolare per sostenere l’articolazione In alcuni casi sono necessari trattamenti medici o fisioterapia, mentre un intervento precoce permette spesso di evitare complicazioni e ridurre i tempi di recupero, che possono variare da poche settimane a diversi mesi.
Epicondilite in fase acuta: cosa fare subito
In questo momento è fondamentale riposarsi e trattare il dolore. Può essere utile il supporto di un tutore, noi consigliamo Aircast ARMBAND™ oppure DonJoy Epiforce Strong.
Programma: Epicondilite (si tratta di una TENS modulata per il problema specifico, puoi in alternativa usare i programmi Tendinite o TENS)
Posologia: durante tutta la durata dei sintomi caratteristici della fase acuta, il programma può essere eseguito anche più volte al giorno
Posizionamento degli elettrodi: attorno alla zona dolorante, come in foto.

Posizione del corpo: rilassati e comodi, possiamo stare seduti o sdraiarci, ma anche deambulare
Regolazione dell'intensità: vogliamo ottenere una sensazione di formicolio molto pronunciato, ma non doloroso. Consigliamo di aumentare gradualmente l'intensità facendo attenzione a non innescare contrazioni muscolari, decisamente indesiderate per questo trattamento.
Per i dispositivi dotati di tecnologia mi-TENS: non appena viene rilevata una contrazione, l'intensità della stimolazione viene ridotta automaticamente.
Per stimolatori non dotati di tecnologia mi-TENS: se appare una contrazione muscolare è necessario ridurre manualmente il livello di intensità.
Non dimentichiamo l'importanza di "muovere" il sangue intorno alla zona. In questo momento può essere intelligente eseguire il programma Capillarizzazione sul bicipite.
Epicondilite in fase cronica: come favorire il recupero
In fase cronica il dolore è maggiormente sotto controllo, sentiamo però fastidio durante l'attività, che deve riprende molto gradualmente.
In questa fase possiamo evitare grandi carichi e allenarci con l'elettrostimolazione Compex.
Possiamo, dopo gli allenamenti, procedere con i normali programmi di recupero ed associare un trattamento diretto all'epicondilite. Ecco cosa fare:
Programma: Dolore Muscolare (o Tendinite cronica o Endorfinico, a seconda del modello)
Posologia: per tutta la fase cronica fino alla completa scomparsa dei segni dolorosi. Almeno 1 seduta al giorno. Se possibile 2 sessioni al giorno intervallate da un minimo di 10 minuti di riposo.
Posizionamento degli elettrodi: attorno alla zona dolorante, come in foto precedente.
Posizione del corpo: rislassata e confortevole
Regolazione dell'intensità: vogliamo ottenere contrazioni muscolari ben pronunciate ma piacevoli. Bisogna aumentare l'intensità fino ad ottenere una risposta muscolare che assomigli ad un battito o ad una vibrazione.
Questa attività muscolare, molto diversa da una contrazione vera e propria, provoca un effetto "pompa" e determina il forte aumento del flusso sanguigno nel muscolo stimolato. Per i dispositivi dotati di tecnologia MI-Range, sullo schermo appare un inidicazione della zona di intensità minima ottimale. Su SP8.0 ed SP8.0 Wod Edition, con tecnologia MI-Autorange, la gestione è automatica.